il 6 ottobre prossimo, presso il carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, si terranno le riprese della videoclip musicale JAILHOUSE ROCK IN REBIBBIA. Un incontro di Cinema e Musica tra i detenuti attori della Compagnia G12 A.S., i musicisti della Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio e gli studenti dell'Università Roma Tre, dell'Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine Tv Roberto Rossellini e di altri Istituti Superiori del Lazio. 
Sul palco di Rebibbia Musicisti liberi e reclusi si esibiranno nel celebre brano del Re del Rock, Elvis Presley, nella versione proposta da John Belusci e Dan Aykroyd nel film Blues Brothers di John Landis. 
Sei macchine da presa cattureranno la performance musicale e il pubblico al fine di realizzare un videoclip musicale che verrà presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma nel mese di novembre. Il pubblico, composto da detenuti, agenti, spettatori esterni, studenti, sarà dunque, non solo spettatore, ma protagonista dell'evento. 

Le riprese di Jailhouse Rock in Rebibbia sono svolte nell'ambito del Laboratorio Rebibbia 24 relativo al Progetto Rebibbia Cityfest realizzato con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell'ambito dell'iniziativa "Sillumina - Copia privata per i giovani, per la cultura".

Ingresso pubblico ore 13.30
ACCREDITAMENTO OBBLIGATORIO ENTRO IL 27/09/2017

Tutti gli Eventi sono ad ingresso gratuito con accreditamento obbligatorio fino ad esaurimento posti.
Per info e prenotazioni sito: www.enricomariasalerno.it 
tel. 0690169196 - 069079216 - mail: rebibbiafestiva@gmail.com

Per accreditarsi è necessario indicare nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza di ciascun partecipante. 
L'accreditamento può ritenersi effettuato solo dopo aver ricevuto conferma dalla Segreteria del Centro Studi. 

Direzione Artistica Laura Andreini Salerno e Fabio Cavalli
Organizzazione Alessandro De Nino
Segreteria Organizzativa Giulia Sperduti

#REBIBBIA CITYFEST

Progetto vincitore del bando SILLUMINA - Periferie Urbane

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Rebibbia CityFest è una vetrina per i giovani cineasti e video makers, con proiezioni e laboratori fino a dicembre 2017. Il Programma prevede la selezione di 6 lungometraggi e 8 cortometraggi, di autori ed interpreti under 35. Ogni proiezione coinvolge detenuti e studenti. Le proiezioni sono anticipate da Laboratori, sia in carcere sia presso le aule delle Scuole e dell’Università Roma Tre, con conversazioni sul cinema e i suoi linguaggi, proposte da artisti e critici e docenti universitari.

Alcuni film in programma

Cinema in carcere

Il carcere è spaccato estremo della società. Un melting pot di lingue e culture, con una popolazione reclusa proveniente da 138 nazionalità diverse (37% su 50.000 detenuti), di età media sotto i 32 anni, compresenti nello stesso luogo e con immaginabili problemi di convivenza. La mediazione culturale fra diversi è un dato di necessità, e il cinema, assieme al teatro, rappresenta il linguaggio universale condivisibile da tutti. Nell’Auditorium di Rebibbia da 15 anni, migliaia di spettatori di qualunque età entrano liberamente per assistere agli spettacoli dei detenuti. Anche le macchine da presa si sono affacciate sempre più spesso e i detenuti si sono appassionati al “dietro le quinte” del cinema. Il Centro Studi Enrico Maria Salerno e la Fondazione Cinema per Roma, offrono al territorio della periferia Est una sala “reclusa” ma aperta a tutti con 340 posti, un grande schermo e una programmazione artistica di qualità. Nel 2016 nasce la Festa del Cinema a Rebibbia, col Ministero di Giustizia e l’Università Roma Tre: proiezioni, incontri, spettacoli in live streaming per il pubblico esterno e interno.

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Rebibbia 24

Laboratori e docufilm con i detenuti e gli studenti delle Scuole e delle Università del Lazio

Forti di una nuova consapevolezza critica, gli spettatori – studenti e detenuti - si confrontano sulle opere proposte con la tecnica dell’intervista doppia, a microfono aperto davanti alla telecamera, con impressioni, critiche e commenti: clip dopo clip, a comporre un collage dell’esperienza dal punto di vista dello spettatore. Il Prodotto video, che chiameremo Rebibbia 24 – realizzato da operatori e montatori under 35 - sarà presentato a fine progetto e consegnato al web come testimonianza, senza censura e senza peli sulla lingua, di ciò che resta in mente al pubblico quando si riaccendono le luci. Anche in un carcere.