Enrico Maria Salerno

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VIAGGIO ALL’ISOLA DI SAKHALIN
da Anton Cechov e Oliver Sacks
Ideazione Laura Andreini Salerno, Drammaturgia Valentina Esposito
Regia Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito

Compagnia Reparto G8 Rebibbia N.C.
Trailer

Interpreti:
Fabio Albanese, Massimo Alletta, Teno Ahmetovic
Giuseppe Borzacchiello, Giuseppe Camillo, Patrick Cosma
Marco Costantini, Antonio Da Ponte, Sandro Dari
Marco Dell’Unto, Vincenzo Di Letizia, Giovanni D’Ursi
Roberto Fiorini, Roberto Fois, Salvatore Fontana
Alessandro Forcinelli, Filippo Giuffrida, Daniel Silva Gonzales
Toma Jovanovic, Tommaso Marsella, Angelo Molinari
Giancarlo Porcacchia, Gabriel Radu, Massimo Ramoni
Luciano Terzini, Doriano Torriero, Simmaco Zarrillo

Ideazione: Laura Andreini Salerno
Drammaturgia: Valentina Esposito
Regia: Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito
Costumi: Paola Pischedda
Scene: Enzo Grossi
Luci: Valerio Peroni
Tecnici del suono: William Micheli e Fabio Settimi
Ufficio Stampa: Maya Amenduni
Segreteria: Serena Lesti e Sara Canonico
Amministrazione: Francesca Sernicola
Organizzazione: Alessandro De Nino
Direzione organizzativa: Fabio Cavalli

Note di regia
Lo spettacolo trae spunto da un celebre racconto di viaggio di Anton Cechov. Il grande drammaturgo – nell’esercizio della sua professione di medico – fece visita all’Isola-Carcere all’estremo oriente della Russia. Era la fine dell’’800. A quello sconvolgente reportage sulle condizioni di detenzione, si intreccia il racconto di una delle più sorprendenti esperienze dello scienziato cognitivo Oliver Sacks. Nell’ “isola dei senza colore” Sacks incontra uomini e donne che l’isolamento ha reso ciechi ai colori – “acromatopsia” è il nome scientifico della malattia diffusa da un gene misterioso. Lo spettacolo intreccia dramma e commedia, seguendo l’avventura di un medico che prova a sconfiggere, con la passione dello scienziato/poeta, quel male terribile che è la “cecità dei sentimenti”: il male che colpisce in ogni tempo, luogo e condizione, coloro che vivono, isolati e privati delle fondamentali relazioni umane e affettive.

Scrive Cechov: “Io sono profondamente convinto che tra cinquanta o cento anni si guarderà alla pena dell’ergastolo con la stessa perplessità e imbarazzo con cui oggi guardiamo all’applicazione della tortura. Per cambiare questa eterna prigionia con qualcosa di più razionale e rispondente a giustizia, ci mancano ancora le conoscenze, l’esperienza, il coraggio ... Sakhalin è un luogo di intollerabili sofferenze per ciascun uomo, sia esso recluso o custode. Io oggi m’imbarco per l’isola siberiana con la convinzione che il mio viaggio forse non darà un pregevole contributo né alla letteratura né alla scienza, ma sono sicuro che in tutti questi mesi avrò l’occasione di vivere momenti di gioia, o di amarezza, che ricorderò fino alla fine dei miei giorni”.  

L’evento ha rilevanza etica e artistica. E’ un premio per l’impegno e la serietà del lavoro dei detenuti–attori, per l’eccellenza raggiunta dal Teatro di Rebibbia, per lo sforzo organizzativo congiunto dei partners del Progetto. La Fondazione Roma Arte-Musei è main sponsor dell’evento e sostiene il progetto Teatro Libero di Rebibbia.

Locandina


Galleria fotografica:




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